| Ogni evento orchidofilo è una buona scusa per partire! |
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| Scritto da Emilia Esposito 23-10-2009 |
| Venerdì 23 Ottobre 2009 16:24 |
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Per gli appassionati di orchidee ogni scusa è buona per farsi un bel viaggetto, dove le orchidee non sempre la fanno da padrone e spesso sono soltanto una buona scusa per organizzare una bella vacanza. Ecco cosa ha spinto me e Pompeo a partecipare alla quindicesima edizione dell'EOCCE “European Orchid Council Congress and Exhibition" che si è tenuta a Dresda, in Germania, dal 24 al 27 Settembre.
Ma veniamo al primo motivo che ci ha indotto a fare questo viaggio.... l'EOCCE. Devo dire che sono subito rimasta molto perplessa dal fatto che in città non vi era alcuna pubblicità dell'evento. Boh! Finalmente tra i vari itinerari è venuto il turno dell'EOC, ero molto emozionata e non vedevo l'ora di entrare in fiera! Appena dentro mi sono lasciata dietro i compagni di viaggio per stare sola, io e le orchidee. Questa è stata la seconda volta che ho partecipato ad un EOCCE e mi sono meravigliata dell’affluenza, a parer mio molto scarsa rispetto a Padova, dove c’era molta più gente di tutte le nazioni. A Dresda si aveva l'impressone che il pubblico fosse esclusivamente tedesco, in quanto era l'unica lingua che sentivo parlare intorno a me. Un padiglione era dedicato tutto all'esposizione. Eccovi alcune immagini, e spero che vi trasmettano la stessa bellissima sensazione che hanno dato a me.
Questa esposizione era sicuramente di un vivaio sudamericano, non ricordo di preciso quale. La cosa certa è che mi sono rifatta gli occhi con questa bellissima esposizione di diversi cloni di Cattleya maxima.
Prendendo spunto da quelle meraviglie ho acquistato molte miniature come alcune Capanemia, Warmingia, Macroclinium ed altri piccoli gioiellini. E mentre ero presa dagli acquisti presso lo stand argentino, la simpatica signora di origini italiane mi ha presentato un suo amico brasiliano dicendomi “….è lui uno di quelli che si divertono a cambiare i nomi alle orchidee….” Difatti stavamo parlando appunto del Trichocentrum jonesianum che adesso è nel genere Oncidium, e mi ha confermato che era vero. Da lì mi ha spiegato un po di cosette sull’argomento, e l’unica domanda che mi sono permessa di fare è “ma le pare che le povere Sophronitis debbano passare nel genere Cattleya?" E lui mi ha confermato, dopo vari riferimenti, che non è d’accordo. Ho apprezzato molto l’ampia varietà di scelta presente negli stand dei vivaisti sudamericani, Perù, Equador, Colombia, Argentina. Alcuni li conoscevo in quanto hanno partecipato a varie mostre di "Orchidee in Centro" a Monte Porzio Catone, altri come Orchideas del Valle (Colombia) e Clori Orquideas (Argentina) li avevo conoscuti al precedente EOCCE di Padova nel 2006. Anche i prezzi mi sono parsi accettabili data l’importanza dell’evento. Mi ricordo ancora la scena del mio ingresso e di Pompeo nel padiglione dei venditori….. appena siamo entrati ci siamo imbattuti nello stand argentino che aveva sui banchi cumuli di orchidee a radici nude come Sophronitis cernua, Isabelia virginalis, vari tipi di Capanemia e tante altre. Tutti e due abbiamo acquistato un bel po di piante e il budget era quasi esaurito ancora prima di aver fatto il giro della mostra. Credetemi è stato un bellissimo viaggio e concluderlo con tutte queste orchidee mi ha riempito il cuore, per questo voglio ringraziare Pompeo Vosa per avermi fatto da Cicerone nella sua terra adottiva e per aver condiviso con me quest'ennesima esperienza orchidofila. Agli altri compagni di viaggio non posso far mancare la mia riconoscenza per la loro infinita pazienza durante la tappa orchidofila del nostro bellissimo ed indimenticabile viaggio. Il prossimo appuntamento con l'EOCCE sarà nel 2012 a Budapest, cominciamo a farci un pensierino, che ne dite?! |
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