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La Cattleya skinneri venne scoperta per la prima volta da Ure Skinner nel lontano 1836 nelle basse e calde regioni del Guatemala. E’ tra le prime specie di Cattleya scoperte e venne descritta come nuova specie dal botanico inglese James Bateman nel 1837.
Si trova in quasi tutta l’America Centrale, in Messico, Guatemala, Houndaras, Nicaragua e Costa Rica dove prospera nelle umide foreste dal livello del mare fino a circa 1200 mt. E’ una delle orchidee più comuni del Costa Rica dove è stata designata fiore nazionale e si trova ovunque coltivata nei giardini delle città. La C. skinneri predilige un buon periodo di riposo in un ambiente abbastanza fresco per tutto l’inverno, con minime intorno ai 12-14°C. In estate sopporta abbastanza bene temperature anche superiori ai 30-35°C ma è necessaria una costante ventilazione ed una adeguata umidità ambientale, che non deve scendere sotto il 65-70%. Necessita come tutte le sue sorelle di una ottima esposizione alla luce, se abituata gradualmente sopporta bene anche i raggi diretti del sole mai comunque nelle ore più calde dove va adeguatamente protetta. La C. Skinneri appartiene al gruppo delle Cattleye bifoliate, ha pseudobulbi di circa 20-30 centimetri di altezza, e le sue foglie possono raggiungere anche i 15 centimetri di lunghezza, quindi sicuramente una pianta dalle dimensioni non troppo contenute. La spata florale fa la sua comparsa in autunno con la maturazione dello pseudobulbo e resta dormiente per tutto l’inverno, fino a seccare completamente, causando non poca ansia in chi la coltiva per la prima volta. I fiori usciranno dalla spata secca in primavera e andranno in fioritura nei mesi di aprile maggio e anche giugno. Solitamente producono più di uno pseudo bulbo a stagione e anche da più direzioni, non è difficile quindi ottenere in breve tempo piante ben accestite e molto fiorifere. Dalla spata esce una spiga che porterà da 5 a 12 fiori di colore rosa-porpora di circa 8-10 cm di diametro con una labello dello stesso colore caratterizzato da una marcata macchia bianca nella gola.

Una delle forme più belle ma abbastanza rara è quella alba, che presenta petali sepali e labello completamente bianchi. Questa che vi mostro l’ho presa nel 2008 in un garden tedesco accompagnato dall’amico Pompeo e devo dire che la scelta è stata ottima visti i risultati, 5 pseudobulbi in fioritura . Il rinvaso va eseguito soltanto dopo il termine della fioritura e prima che il nuovo o i nuovi pseudobulbi emettano le radici. Per ottenere una pianta con molti nuovi pseudobulbi invece di dividere la pianta, rinvasarla in un vaso un pò più grande, si otterrà cosi negli anni un esemplare capace di produrre anche centinaia di fiori.
Esperienza personale La coltivo con buoni risultati dal 2006 quando l’amico Pompeo venuto a farci visita dalla Germania in occasione della mostra MPC 2006, mi portò in dono una divisione già ben radicata con una nuova vegetazione che mostrava molto bene il formarsi della classica spata. Tengo la pianta in una vaso del 12, quando mi arrivò dalla Germania aveva 4 pseudobulbi più una nuova vegetazione in formazione, passato il primo periodo di ambientamento, la pianta è cresciuta notevolmente emettendo altre 9 nuove vegetazioni e praticamente è uscita fuori dal vaso. Ho accostato un nuovo vaso con bark ed ho fatto in modo che le vegetazioni nuove radicassero direttamente nella nuova dimora proposta, il risultato è stato ottimo, ora ho una pianta che emette pseudo bulbi da più direzioni ed è uscita fuori anche dal secondo vaso, credo che la rinvaserò in un grosso vaso di coccio, come la sua sorella alba. Va rinvasata soltanto dopo il termine della fioritura e prima che il nuovo o i nuovi pseudobulbi emettano le radici. Per ottenere una pianta con molti nuovi pseudobulbi invece di dividere la pianta, rinvasarla in un vaso un pò più grande, si otterrà cosi negli anni un esemplare capace di produrre anche centinaia di fiori. La tengo nella mia serra in uno degli angoli più luminosi che ho, non uso annaffiare per immersione, ma mi limito a irrorare dall’altro con il semplice spruzzino, comunque nel periodo caldo gode di una umidità dell’80% di giorno ed oltre il 90% la notte, nelle stagioni fredde riduco la percentuale di umidità al 60 % di giorno la notte normalmente non sale sopra l’80%. Le temperature nel periodo caldo vanno da una minima che non va mai sotto i 20°C ed una massima che nei mesi di luglio e agosto ha raggiunto anche i 45°C. Nel periodo freddo la minima è di 12°C la massima non mi sale quasi mai sopra i 15°C. E’ una pianta piuttosto facile da coltivare, poco esigente e mi regala molte soddisfazioni, la consiglio a chi si vuole avvicinare al genere Cattleya per la sua facile coltivazione e per le sue generose fioriture. |